Meglio un linguaggio semplice o forbito?

Linguaggio semplice o forbito?

Meglio usare un linguaggio semplice o forbito, nei propri testi? Mi capita spesso di sentirmi rivolgere questa domanda, nelle mie consulenze o sui social network. Per questo motivo ho deciso di scriverci su un post.

C’è chi pensa che scrivere in modo troppo semplice possa fornire un’immagine poco professionale di sé e c’è chi, al contrario, pensa che utilizzare un linguaggio troppo forbito sia di intralcio alla lettura e che costringa il lettore ad aprire il dizionario ogni due righe.

In realtà, il problema è un altro e si cela, come sempre, nei nostri obiettivi e nel contesto.

Mi spiego meglio. Con degli esempi.

Magellano e il linguaggio semplice

Magellano e il linguaggio semplice

Durante uno dei suoi viaggi intorno al mondo, il noto navigatore Magellano scoprì degli strani animali che da lui vennero definiti “oche nere che non volano, ma vivono in mare“.

Una descrizione molto semplice, quasi infantile, ma che rende bene l’idea di ciò che il navigatore si trovò davanti. Ora, prima di leggere le righe seguenti, pensa un po’: che animale aveva appena scoperto Magellano?

Credo non sia stato un indovinello difficile: si trattava di ciò che oggi sono i Pinguini Magellano.

Ma lui non lo sapeva. Non li aveva mai visti prima. E, allora, cos’ha fatto? Ha riportato questi animali sconosciuti a quelli che, secondo la sua conoscenza del mondo, a loro erano più vicini: le oche. Dando, così, una spiegazione all’universo. Una spiegazione semplice, con un linguaggio non degno di un personaggio storico, forse, ma efficace.

E questo accade sempre, a tutti noi, quando non riusciamo a definire l’universo che ci circonda con parole specifiche. Pensa a quel giochino che si fa tra amici, dove devi far indovinare, alla tua squadra, una parola senza, però, utilizzare parole che ne contengano la radice etimologica. Per far indovinare casa, ad esempio, non devi dire “casetta”, “casolare” e così via.

Cosa farai?

Inevitabilmente cercherai di usare parole in grado di definire quell’oggetto misterioso nel modo più semplice e diretto possibile, altrimenti la tua squadra fallirà. Quindi, utilizzerai un linguaggio semplice.

Ed ecco perché un linguaggio semplice è sempre preferibile: perché viene colto da chiunque ed è più diretto. Almeno così la penso io.

Tuttavia, ci sono delle situazioni in cui l’utilizzo di un linguaggio più forbito e ricercato risulta particolarmente efficace.

 

Parla come mangi…in occasioni importanti

Linguaggio forbito

Eh già, il linguaggio forbito serve proprio a questo: a dare compostezza ed eleganza al nostro scritto, proprio come tenere la schiena diritta e impugnare elegantemente coltello e forchetta danno eleganza alla nostra persona in cene o pranzi di gala.

Sicuramente è in questi casi che consiglio l’utilizzo di un linguaggio ricercato. Potrebbe tornare utile in occasioni formali, in testi istituzionali o nel linguaggio poetico.

Senza contare il fatto che, arricchendo il nostro vocabolario con nuove parole poco conosciute, ci dà la possibilità di riferirci a un determinato elemento del mondo in maniera univoca e scevro da ambiguità.

In un testo, dunque, anziché dire “era un uomo prepotente, malvagio, forte coni deboli e debole con i forti”, qualora volessimo risparmiare parole e tempo, potremmo semplicemente dire “era un maramaldo”. O, ancora, anziché scrivere “i soldati dormirono all’aperto, senza neppure un sacco a pelo o una coperta sulle gambe”, potremmo scrivere “i soldati dormirono all’addiaccio”.

Come hai notato, però, negli esempi su riportati (non a caso) l’uso di un linguaggio più ricercato e l’utilizzo di parole specifiche poco comuni toglie forza e passione alla scrittura.

Per questo, il mio consiglio è di utilizzare un linguaggio ricercato, che ostenta eleganza, solo in situazioni che lo richiedono davvero. Quasi come se fosse l’unica e ultima freccia da scoccare per fare centro.

 

Il mi consiglio, dunque, è quello di utilizzare sempre un linguaggio diretto, semplice e caldo. Con le nostre parole dobbiamo trasmettere sentimenti ed emozioni, in ogni caso. Usa parole ricercate, poco comuni, specifiche, solo nei casi in cui non hai altra scelta. E usa un linguaggio che ostenta eleganza solo in occasioni…di gala.

Che ne pensi?